Attività fisica per il paziente cardiopatico

Tra salute e divertimento, non per competizione

 

Le evidenze scientifiche dimostrano che l’attività fisica è in grado di indurre nel paziente cardiopatico una serie di importanti miglioramenti.
I più importanti sono:

- aumento della capacità funzionale (riduzione delle frequenza cardiaca e della pressione arteriosa a riposo e da sforzo)
 - miglioramento dello stato di benessere (produzione di endorfine)
- riduzione dei sintomi della malattia
- modificazioni dello stile di vita, con riduzione di fattori di rischio di malattia cardiovascolare (colesterolo, diabete, ipertensione arteriosa, sovrappeso)
- limitazione della progressione della stessa malattia aterosclerotica

 
 

Quando si parla di attività fisica nel cardiopatico occorre, tuttavia, tenere in considerazione alcuni parametri fondamentali:
- intensità
- frequenza
- durata

 

L'attività fisica per una persona affetta da patologie cardiovascolari deve essere infatti "ricreativo-terapeutica" e non agonistica

 

È importante dunque che siano il Cardiologo o il Medico dello Sport a prescriverne dose e modalità ed è necessario che, in collaborazione con il MMG, vengano descritte le opportunità che la Regione Emilia Romagna offre al cittadino: palestre che promuovono la salute e l’attività fisica, che si avvalgono del lavoro di personale laureato e adeguatamente formato.
Tale attività viene denominata EFA (esercizio fisico adattato).

 

In sintesi